Come implementare PREM e PROM nel tuo centro sanitario: guida passo dopo passo per iniziare oggi

Cinque passi, gli errori più comuni e una tabella di marcia di 12 mesi per misurare ciò che conta per i tuoi pazienti — e agire di conseguenza.

Implementare PREM e PROM non richiede una trasformazione digitale totale dall'oggi al domani. Richiede cinque passi nell'ordine corretto: (1) definire l'obiettivo e il processo assistenziale pilota; (2) selezionare strumenti validati adeguati al contesto; (3) scegliere il canale di somministrazione e il momento ottimale; (4) integrarlo nei flussi clinici senza sovraccaricare i professionisti; e (5) chiudere il ciclo — dai dati alle azioni di miglioramento. Misurare senza agire è l'errore più frequente. PREM e PROM sono strumenti per prendere decisioni, non per archiviare report.
article author Riccardo Begelle, 2026 article author 16 min

Prima di iniziare: i tre errori che condannano l'implementazione

L'esperienza accumulata dai sistemi sanitari che misurano PROM e PREM su larga scala da anni — il NHS nel Regno Unito, i registri scandinavi, le reti ICHOM in più di 40 paesi, i centri pilota in Brasile, Australia ed Emirati Arabi Uniti — mostra un pattern coerente: la maggior parte delle implementazioni che falliscono non lo fa per mancanza di tecnologia. Lo fa per errori concettuali nella fase di progettazione.

Errore 1: Misurare senza sapere perché

Il primo errore è lanciare un questionario prima di definire quale decisione l'organizzazione prenderà con i dati. Si vuole migliorare un processo specifico? Confrontarsi con altri centri? Dimostrare il valore di un intervento? Informare il paziente dei propri risultati? Ogni obiettivo porta a strumenti diversi, momenti di misurazione diversi e utenti dei dati diversi. Senza quell'obiettivo definito, i dati si accumulano in un repository che nessuno consulta.

Errore 2: Iniziare troppo in grande

Il secondo errore è voler implementare PREM e PROM in tutti i servizi simultaneamente. Questo genera sovraccarico organizzativo, fatica da sondaggio nei pazienti, resistenza da parte dei professionisti e, quasi inevitabilmente, un abbandono parziale a sei mesi. La raccomandazione di ICHOM, la guida EIT Health per gli ospedali europei e la Guida SECA 2025 concordano: bisogna iniziare con un processo assistenziale pilota ben delimitato, ottenere risultati rapidi e visibili, e da lì scalare.

Errore 3: Non chiudere il ciclo

Il terzo errore — e il più frequente — è misurare senza agire. Come afferma il capitolo 2.9 della Guida SECA 2025: «Misurare di più non significa migliorare di più. La misurazione di per sé non migliora l'esperienza del paziente». I dati devono essere tradotti in azioni concrete che vengono poi rivalutate. Senza quel ciclo chiuso — misurare, analizzare, agire, misurare di nuovo — PREM e PROM diventano l'ennesimo sondaggio che viene archiviato. Questa è anche la lezione centrale che ICHOM trae dai suoi oltre 40 set di risultati implementati in ospedali di riferimento in tutto il mondo.

""Se non misuri, non puoi migliorare. La missione di ICHOM è consentire e facilitare l'implementazione dell'Assistenza Sanitaria Basata sul Valore in tutto il mondo, definendo risultati che contano davvero per i pazienti."
— ICHOM — International Consortium for Health Outcomes Measurement, 2025


I 5 passi per implementare PREM e PROM con successo

Questa guida segue la sequenza validata dalla pratica internazionale di ICHOM e le lezioni raccolte nella Guida SECA 2025, adattata alla realtà di qualsiasi centro sanitario, indipendentemente dalle sue dimensioni o dalla complessità tecnologica.

Passo 1: Definire l'obiettivo e selezionare il processo pilota

Cosa voglio ottenere? Da dove inizio?
Il punto di partenza non è scegliere un questionario. È rispondere a due domande: quale decisione voglio poter prendere con i dati? E in quale processo assistenziale c'è maggiore potenziale di miglioramento o maggiore necessità di evidenza?

Per scegliere il processo pilota, sono utili i seguenti criteri: alta domanda o alta variabilità nella pratica clinica, presenza di un team clinico motivato che guiderà l'implementazione, e disponibilità di strumenti validati per quel processo specifico.

In questo passo è fondamentale costituire un team interdisciplinare: un responsabile clinico, un membro del team di qualità, un manager e — se possibile — un rappresentante dei pazienti. Il coinvolgimento dei pazienti fin dalla fase di progettazione (non solo nella validazione) è uno dei fattori che differenziano le implementazioni di successo da quelle abbandonate.

Passo 2: Selezionare strumenti validati adattati al contesto
PREM, PROM, o entrambi? Generici o specifici per condizione?
Una volta definiti l'obiettivo e il processo, occorre scegliere gli strumenti. La regola è: non inventare questionari propri se esistono strumenti validati per lo stesso contesto. Il processo di validazione di un PREM o PROM è lungo, costoso e richiede capacità metodologica che la maggior parte dei centri non possiede.

Per i PROM, i set di risultati ICHOM (oltre 40 Standard Set per condizioni specifiche) sono lo standard internazionale. Sono disponibili gratuitamente, mappati su SNOMED e LOINC, e compatibili con gli standard FHIR/HL7. Coprono condizioni che vanno dall'artroplastica di anca e ginocchio al cancro del colon-retto, diabete, scompenso cardiaco, salute mentale e molte altre.

Per i PREM dell'ospedalizzazione, il Picker Patient Experience Questionnaire (PPE-15 o PPE-33) è lo strumento più utilizzato a livello internazionale, con validazione in più lingue. Per i pazienti cronici, IEXPAC e PACIC hanno una validazione specifica. Per le cure primarie, EUROPEP copre 23 item in quattro dimensioni.

ICHOM raccomanda un'analisi GAP preventiva: confrontare i dati che il centro raccoglie già con i requisiti dello Standard Set selezionato. La maggior parte degli ospedali raccoglie gran parte dei dati clinici necessari, solo in una codifica diversa.


Passo 3: Progettare il canale e il momento di somministrazione

Quando, come e a chi viene somministrato il questionario?
Il momento di somministrazione è critico per la qualità del dato. La raccomandazione generale è catturare l'esperienza il più vicino possibile all'episodio assistenziale — non mesi dopo. Per i PREM: idealmente nelle 48–72 ore successive alla dimissione o alla visita. Per i PROM: occorre considerare misurazioni basali (prima dell'intervento) e di follow-up (a 3, 6, 12 mesi a seconda della condizione).

Riguardo al canale: la tendenza è verso la somministrazione digitale omnicanale — SMS, email, QR, app — che consente scalabilità e automazione. Ma è necessario garantire l'accessibilità: lingue multiple, formati alternativi per persone con limitazioni tecnologiche o scarsa alfabetizzazione sanitaria. Il campionamento universale (tutti i pazienti) è preferibile al campionamento per quota.

Un aspetto chiave è la tracciabilità: il questionario è anonimo o identificato? I PREM sono solitamente anonimi per ridurre il bias di desiderabilità sociale. I PROM, essendo collegati a risultati clinici individuali, generalmente richiedono l'identificazione per essere utili nella pratica clinica.


Passo 4: Integrare nei flussi clinici e nel sistema informativo

Come evitare il sovraccarico? Dove vivono i dati?
L'integrazione nei flussi clinici è il passo in cui la maggior parte delle implementazioni si inceppa. I professionisti sanitari hanno già un elevato carico amministrativo. Se la raccolta di PREM e PROM comporta un onere aggiuntivo significativo, l'adozione sarà bassa e la sostenibilità nulla.

Le chiavi per un'integrazione di successo sono: automatizzare la somministrazione del questionario (in modo che venga inviato al paziente senza che il clinico debba ricordarlo); visualizzare i dati al punto di cura, nel formato di cui il clinico ha bisogno per prendere decisioni; e garantire l'interoperabilità con la cartella clinica elettronica.

ICHOM ha mappato i propri set di risultati sugli standard di interoperabilità (SNOMED, LOINC, FHIR/HL7) proprio per facilitare questa integrazione. Un sistema come RateNow consente la raccolta digitale omnicanale, l'analisi in tempo reale e la generazione di report per i diversi livelli dell'organizzazione — dal team clinico alla direzione — senza richiedere intervento manuale.

Nordic Healthcare Group, partner di implementazione di ICHOM nei paesi nordici e baltici, ha implementato PROM collegati a risultati clinici e costi completi in quattro ospedali dell'Estonia per l'ictus, creando una dashboard BI visuale che ha consentito il benchmarking tra ospedali e l'identificazione delle migliori pratiche.


Passo 5: Chiudere il ciclo — dai dati alle azioni di miglioramento

Chi fa cosa con i risultati? Come viene effettuato il controllo?
Questo è il passo che differenzia i programmi che trasformano le cure da quelli che finiscono in un cassetto. Chiudere il ciclo significa che i dati generano decisioni, e quelle decisioni vengono rivalutate.

ICHOM descrive tre livelli di analisi: indicatori semplici per decisioni strategiche (direzione), dashboard dettagliate per la prioritizzazione delle aree di miglioramento (team di qualità), e analisi qualitativa approfondita per le esperienze individuali (team assistenziale). Non tutti i dati sono per tutti.

Un passo fondamentale è il controllo della qualità del dato: quale percentuale di pazienti completa il questionario? Viene completato nel momento corretto? I dati sono coerenti con il riferimento? ICHOM raccomanda di valutare tre dimensioni: completezza dei dati, validità e accuratezza della trascrizione.

E il passo finale — spesso dimenticato — è comunicare ai pazienti quali cambiamenti sono stati implementati grazie alla loro partecipazione. Questo aumenta il tasso di risposta, rafforza la fiducia nel processo e trasforma la misurazione in un vero strumento di empowerment.


Barriere comuni e come superarle

La Guida SECA 2025 documenta sette categorie di barriere all'implementazione di PREM e PROM. Queste sono le quattro più frequenti e come affrontarle:

«I clinici non vedono l'utilità»
Questa è la barriera più citata. La soluzione non è più formazione teorica, ma dimostrazione pratica: mostrare ai clinici casi reali in cui i dati PROM o PREM hanno portato a cambiamenti concreti che hanno migliorato i risultati. Gli ospedali che hanno avuto più successo nell'adozione sono quelli che hanno identificato «champion» clinici — professionisti entusiasti del cambiamento — e hanno dato loro visibilità e dati propri del loro servizio. L'ASBV dimostra di essere in grado di riconnettere i professionisti con la loro vocazione al servizio del paziente.

«Non abbiamo tecnologia sufficiente»
L'implementazione di PREM e PROM non richiede un'infrastruttura tecnologica complessa per iniziare. Si può cominciare con questionari cartacei o SMS semplici, purché esista un processo per trasferire i dati in un repository centralizzato. La tecnologia scala con la maturità del programma. L'Hospital Moinhos de Vento in Brasile ha implementato PROM per nove condizioni cliniche in sette anni partendo da un'infrastruttura limitata, dimostrando che la volontà strategica precede la tecnologia.

«I pazienti non rispondono»
Il tasso di risposta è direttamente correlato a tre fattori: brevità del questionario (i migliori hanno 10–15 item), momento di somministrazione (più vicino all'episodio, meglio) e rilevanza percepita (se il paziente sente che le sue risposte contano, risponde). La fatica da sondaggio è reale ma gestibile: evitare duplicazioni, comunicare i risultati in modo trasparente e rendere evidente che le risposte generano cambiamenti.

«Non sappiamo cosa fare con i dati»
Questo problema ha una soluzione metodologica: definire in anticipo — prima di iniziare la raccolta — quali indicatori verranno monitorati, a quale livello, con quale frequenza e chi è responsabile di agire quando un indicatore si discosta dalla soglia stabilita. L'analisi statistica automatizzata dei dati quantitativi e l'uso dell'intelligenza artificiale per le risposte aperte stanno riducendo drasticamente il carico di analisi.


Indicatori di successo e tabella di marcia per i primi 12 mesi

Un'implementazione di successo di PREM e PROM ha traguardi misurabili. Questa è una tabella di marcia realistica per il primo anno:

Mesi 1–3: Progettazione e preparazione

✓ Obiettivo definito e processo pilota selezionato

✓ Team interdisciplinare costituito (responsabile clinico, qualità, gestione, voce del paziente)

✓ Strumenti validati selezionati (ICHOM Standard Set o PREM validato per il processo)

✓ Analisi GAP completata: quali dati raccogliamo già? cosa manca?

✓ Canale di somministrazione scelto e testato (pilota con 10–20 pazienti)

✓ Accordo su chi accede a quali dati e con quale frequenza


Mesi 4–6: Implementazione pilota

✓ Questionario in produzione con campionamento universale nel processo selezionato

✓ Tasso di risposta ≥ 60% (obiettivo minimo per la rappresentatività)

✓ Prima sessione di revisione dei risultati con il team clinico

✓ Almeno un'azione di miglioramento identificata e pianificata

✓ Controllo della qualità dei dati: completezza ≥ 80%, validità verificata


Mesi 7–12: Consolidamento e scalabilità

✓ Prima azione di miglioramento implementata e valutata

✓ Benchmarking interno: confronto tra unità o periodi

✓ Comunicazione ai pazienti delle modifiche implementate grazie al loro feedback

✓ Piano di scalabilità a 1–2 processi aggiuntivi

✓ Dashboard disponibile per la direzione e il team di qualità

✓ Presentazione dei risultati in una sessione clinica o congresso di specialità



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Riferimenti bibliografici

1. Pérez A, Bezos Daleske C, Begelle R. Herramientas, facilitadores y barreras: PREM. In: Varela Rodríguez C (ed.). Guía para la Implementación de ASBV. Madrid: SECA; 2025. Cap. 2.9:373-397.
2. García Bergón M, Cremades Sendino M, Leal Orozco AM. Gestión de la transformación. In: Guía SECA ASBV. Madrid: SECA; 2025. Cap. 2.1:219-235.
3. ICHOM. About ICHOM Sets of Patient-Centered Outcome Measures [Internet]. Boston: ICHOM; 2025. Disponibile su: https://www.ichom.org/about-ichom-sets/
4. ICHOM. FAQs — Healthcare Standardization & Implementation [Internet]. Boston: ICHOM; 2025. Disponibile su: https://www.ichom.org/faqs/
5. Cossio-Gil Y et al. The roadmap for implementing value-based healthcare in European University Hospitals. Value Health. 2022;25(7):1148-1156.
6. Weldring T, Smith SMS. Patient-reported outcomes (PROs) and patient-reported outcome measures (PROMs). Health Serv Insights. 2013;6:61-68.
7. Nordic Healthcare Group / ICHOM. Estonian stroke VBHC implementation case study [Internet]. 2023. Disponibile su: https://www.ichom.org/news/implementation-partner-nordic-healthcare-group/
8. EIT Health. Implementing value-based health care in Europe: Handbook for pioneers. 2020.

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